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05/07/2013

Società con sede all'Estero: novità nel DL Fare.


Focus su alcune criticità.

Tra le disposizioni del DL "Fare" (n. 69, 21 giugno 2013, recante "Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.144 del 21.6.2013 - Suppl. Ordinario n. 50, ed in vigore dal 22 giugno), merita attenzione l'articolo 80 (testo nel link correlato a fondo pagina) in materia di Foro delle società con sede all'estero.

Entrerà in vigore per i giudizi instaurati a partire dal trentesimo giorno successivo all'entrata in vigore della legge di conversione del Decreto.


In sostanza è previsto che le cause che hanno come parte (anche se chiamata in garanzia) una società con sede all'estero, priva di rappresentanza stabile in Italia, dovranno essere radicate a Milano, Roma e Napoli, introducendo una nuova geografia degli uffici giudiziari.

Non seguono questa logica le cause di lavoro e quelle che hanno come parte la Pubblica Amministrazione, nonchè le procedure fallimentari e quelle esecutive.

La disposizione presenta però diverse criticità.

Eccone alcune.

1) Area UE e extra UE
Nessuna distinzione tra controparti estere domiciliate in UE e controparti estere domiciliate in territori extra UE.

2) Campo di applicazione sul piano soggettivo
Nozione di società e potenziale irragionevolezza (soluzioni diverse a seconda che la controparte estera sia ditta individuale o società di persone, indipendentemente dalla natura della società italiana).

3) Campo di applicazione sul piano oggettivo
La presentazione di ricorso per decreto ingiuntivo, anche europeo, è di fatto resa più onerosa, nonostante anche a livello comunitario si sia cercato di rendere più agevole e meno costoso il recupero del credito per via giudiziaria.

4) Razionalizzazione uffici e specialità
La misura non sembra rispondere nè all'obiettivo della razionalizzazione (con riduzione) degli uffici giudiziari recentemente perseguita nè a quello della attribuzione di materie specifiche a determinati uffici.

Qualora la disposizione sia confermata in sede di conversione potrebbe essere opportuno rivedere le clausole contrattuali e soprattutto, sul piano processuale, in certi casi potrebbe essere incentivato l'esodo all'estero, promuovendo giudizi direttamente nel foro della sede della controparte estera.

 


Fonte : Redazione UNIREC

Tags : societa' sede estera, decreto del fare