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18/07/2013

Mediazione obbligatoria: correttivi della Commissione Giustizia.


54 emendamenti a quanto previsto sul tema dal Decreto del Fare.

Mediazione obbligatoria: correttivi della Commissione Giustizia.
La promozione del ricorso a procedure extragiudiziali di risoluzione delle controversie è uno degli elementi inclusi nel Decreto del Fare con l'obiettivo di migliorare la situazione della Giustizia Civile italiana.
 
Questo ambito rappresenta infatti un forte svantaggio competitivo per lo Stato, che riporta sempre più spesso condanne da parte dell'Europa per violazione del termine della ragionevole durata dei processi, i cui tempi sono troppo lunghi.
 
La soluzione passa necessariamente attraverso due urgenze: accorciare la durata dei procedimenti e diminuire il livello del contenzioso.
 
Lo ribadisce anche la Commissione Giustizia della Camera nel suo parere sul Disegno di Legge di conversione del Decreto del Fare. Un parere positivo, accompagnato però da diverse osservazioni critiche attraverso 54 emendamenti.
 
Tra queste indicazioni correttive, ecco quelle riguardanti singoli aspetti delle misure del Decreto relative alla reintroduzione della mediazione civile, come strumento pre-contenzioso cui ricorrere obbligatoriamente.
 
 
L'introduzione della negoziazione assistita.
Una procedura già in uso in altri Paesi europei, cogestita dagli avvocati per raggiungere in tempi e costi contenuti un accordo conciliativo.
 
L'intervento dei legali delle parti.
Per bilanciare l'obbligatorietà del procedimento di mediazione sembra opportuno prevedere che questo inizi e proceda con il supporto degli avvocati.
 
La formazione degli avvocati mediatori.
I percorsi di formazione e aggiornamento teorico-pratici dei professionisti della mediazione, nonchè i suoi organismi e criteri di valutazione assumono un ruolo chiave che può condizionare la qualità di tutto il sistema.
 
La scadenza a tre anni con monitoraggio finale.
Per verificare gli esiti della disposizione.
 
Il riconoscimento del valore di titolo esecutivo all'accordo di conciliazione.
Se sottoscritto da tutte le parti e da tutti i loro avvocati, previa verifica di contenuti non contrari a ordine pubblico e norme.
 
L'annullamento delle esclusioni di alcune controversie.
Estendere il ricorso alla mediazione anche per: cause di natura patrimoniale tra coniugi senza figli minori; risarcimento danni da circolazione di veicoli e natanti senza feriti, quelle di società, associazioni in partecipazione, associazioni riconosciute e non riconosciute, rapporti interni a fondazioni, contratti fra le imprese; contratti in tema di proprietà industriale e intellettuale e di somministrazione.
 
L'eliminazione dell'incontro preliminare.
Un sotto procedimento inutile che ripete un passaggio di verifica della mediazione già incluso nel processo.
 
L'annullamento della indennità di mediazione.
Prevederla in caso di fallimento della tentata conciliazione assume una valenza punitiva inadatta alla natura obbligatoria dello strumento.
 
La valutabilità dei costi della mediazione da parte del giudice.
Sarebbe più adeguata alla natura obbligatoria dello strumento, magari anche prevedendone la gratuità per un periodo limitato (ad esempio sei mesi).
 

Fonte : Redazione UNIREC

Tags : mediazione obbligatoria, emendamenti commissione giustizia, decreto del fare