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16/12/2015

Privacy ed Europa: ok al nuovo Regolamento unico.


Regole comuni per i 28 stati membri.

Privacy ed Europa: ok al nuovo Regolamento unico.
Ieri la Commissione Europea, il Parlamento Europeo e il Consiglio dell'Unione Europea, dopo diversi incontri e negoziati multilaterali - le cosiddette riunioni di "trilogo" - hanno trovato l'accordo politico per il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati.

A meno di 4 anni da quando la Commissione UE aveva presentato la proposta di riforma (era il 25 gennaio 2012), viene così introdotta una legislazione unica.

I testi definitivi saranno adottati dal Parlamento e del Consiglio in modo formale già all'inizio 2016.
Da allora si aprirà una finestra di due anni: il tempo necessario ad informare i cittadini delle novità, e a consentire ad imprese e Pubbliche Amministrazioni di adeguarsi alle nuove regole.

VÄ›ra Jourová, Commissaria responsabile per la Giustizia (nella foto), ha dichiarato: "I cittadini e le imprese beneficeranno di norme chiare adeguate all'era digitale che conferiscono una protezione forte e al tempo stesso creano opportunità e incoraggiano l'innovazione nel mercato unico digitale europeo."

Privacy senza frontiere.
La riforma cancellerà il mosaico di norme sulla protezione dei dati personali oggi esistente nei 28 Stati membri.
Soprattutto: dovrà essere rispettato da tutte le aziende che operano sul suolo comunitario, anche se hanno sede al di fuori dell'Unione Europea.
L'Italia quindi metterà in cantina il Codice Privacy del 1995 e la decisione quadro del 2008 per polizia e giustizia penale.

Regole moderne e chiare.
- One-stop-shop: unica autorità di controllo per tutti, con risparmio potenziale di 2,3 miliardi di euro l'anno.
- Obblighi proporzionati al rischio: basta oneri indistinti.
- Privacy by design: protezione dei dati inclusa già in fase di sviluppo di prodotti e servizi.

Più risparmio e meno burocrazia per le PMI.
- Niente più obblighi di notifica alle autorità di controllo: costavano circa 130 milioni di euro l'anno.

- Si all'addebito delle spese per l'accesso ai dati, in caso di richieste infondate o eccessive.
- Responsabile della protezione dei dati obbligatorio solo quando il trattamento dei dati è l'attività principale.
- Valutazione d'impatto obbligatoria solo in caso di rischio elevato.   

Tutele e tranquillità ai cittadini per i dati personali.
- Migliore accesso.
- Maggiori informazioni, chiare e comprensibili sul loro trattamento.
- Semplificata la portabilità da un fornitore di servizio a un altro.
- Misure concrete per il "diritto all'oblio".
- Informazione tempestiva in caso di violazione.
 


Fonte : Redazione UNIREC

Tags : regolamento europeo privacy, riforma protezione dati